L’Ente Sviluppo Agricolo - istituito con L.r. n°21 del 10 agosto 1965 - é un Ente non economico dotato di personalità giuridica di diritto pubblico con sede in Palermo in via Libertà n. 203, sottoposto alla vigilanza e tutela dell'Assessorato regionale delle Risorse Agricole ed Alimentari. I compiti dell'Ente sono, in parte, dettati dall'art. 3 della citata legge istitutiva; la L.R. n. 73/77 ha assegnato alla struttura ulteriori competenze per l'assistenza tecnica e le attività promozionali in agricoltura. 

Nel corso della sua lunga storia, l’Ente ha accompagnato in maniera determinante la fase discendente della c.d. riforma agraria in Sicilia (1950), ponendo in essere tutta una serie di interventi sul territorio (dalle dighe alla elettrificazione rurale e borghi, tanto per citarne alcuni) che hanno fatto la storia agraria dell’isola.

L’originaria mission dell’E.S.A è stata, nel tempo, oggetto di numerose sovrapposizioni normative statuite dal legislatore regionale che ne hanno ridotto gradualmente la capacità operativa nel territorio, conseguenti agli assetti amministrativo-gestionali che hanno caratterizzato l’amministrazione regionale, nella sua interezza, anche a seguito dell’introduzione dei fondi strutturali europei nell’isola.

Le attuali e residuali leve d’azione in capo all’Ente (meccanizzazione agricola, fondo di rotazione, attività istituzionali, etc.) impongono, dunque, anche alla luce delle necessità di contenimento dei costi in capo alla P.A. - emerse con forza soprattutto nell’ultimo decennio in virtù dell’introduzione delle rigorose regole che a livello comunitario hanno introdotto vincoli meglio noti con nome di “patto di stabilità” - una importante scelta di campo da parte degli attori della politica attraverso la individuazione di uno dei due scenari ad oggi percorribili:

  1. la chiusura dell’Ente e la sua confluenza nell’ambito della prevista Agenzia già individuata dal Disegno di Legge governativo in tema di lavoro forestale adottato, di recente, dalla Giunta regionale di Governo, senza alcun impatto in termini di perdita di posti di lavoro sia per il personale a tempo indeterminato che per quello a tempo determinato impegnato nelle attività della meccanizzazione agricola;
  2. l’attivazione di un percorso di trasformazione dell’Ente – anche attraverso l’adozione di specifiche misure normative – che riassegnino all’E.S.A. uno spazio operativo ben individuato nell’ambito degli operatori pubblici che intervengono a pieno titolo nel settore agro-industriale (Mipaf, Regione,  Enti pubblici nazionali, etc.).


L'Ente Sviluppo Agricolo, per mantenere un corso di continuità tra il suo operato storicamente e geograficamente riscontrabile e la nuova prospettiva di sviluppo, ha redatto un piano industriale per fornire ai decisori istituzionali, alle parti sociali e ai portatori di interessi che operano nel settore un set organico di misure che possano concretamente prospettare il rilancio dell’Ente, sia attraverso la salvaguardia ed il consolidamento delle leve di azione attualmente a disposizione di indubbio interesse collettivo (i borghi rurali, tanto per citare un esempio), sia attraverso l’individuazione di specifiche, e per taluni versi nuove, aree di intervento (a titolo meramente indicativo: le strade rurali, il coordinamento ed il rilancio, attraverso la messa in rete, degli enti di ricerca regionali, l’intensificazione dei supporti alla lotta biologica già operanti, con alterne fortune, nell’ambito dell’Ente ed il consolidamento delle pratiche sperimentali come, ad esempio  il ”guayule”).

Gli Uffici: